martedì 21 maggio 2013

venerdì 17 maggio 2013

Ho visto una persona che ha avuto un ruolo nella mia vita

Oggi, mentre prendevo una pausa tra le migliaia di passi che ho percorso al Salone del Libro, seduta dietro al banco di un piccolo stand, è passata davanti a me una signora: vestiti anonimi, capelli nerissimi raccolti in una crocchia, né alta né bassa, faccia lunga, guance tristi, trascinava con sé diverse buste e si guardava attorno, ma aveva il passo di chi è deciso a non fermarsi pur non avendo una destinazione. Io dentro di me ho sentito un clic, si è smosso qualcosa, ma sono rimasta lì seduta, imbambolata a fissare la scia del suo percorso. Lei era già sparita tra la folla. Erano circa le 13.30. Non mi sono alzata, non mi sono mossa, mi sono sentita d'improvviso muta e scossa.

Ciò che mi disturbava era che, pur avendone osservato solo il profilo, di quella signora ero in grado di ricostruire esattamente tutto il viso con un'inattesa e inquietante precisione. Per questo, quando L. mi ha raggiunto, la prima cosa che gli ho detto è stata: "Ho visto una persona che ha avuto un ruolo nella mia vita". "Chi?"
"Non lo so".

Il pomeriggio è proseguito così, a guardare libri in ogni dove, ad ascoltare discorsi, a osservare ammirata lavori e idee nuove e ad assaggiare stuzzichini e sorbetti al limone, ma soprattutto a duellare in silenzio con il mondo dei ricordi, passando in rassegna i volti di professori, amici di famiglia, lontani parenti e improbabili conoscenti di soggiorni all'estero. Molte cose erano così sbiadite e ininfluenti che le lasciavo scivolare via con noncuranza, ma di fatto non sapevo dove cercare: ogni piccola esperienza della mia vita rappresentava un corridoio della memoria, un mondo a sé stante con immagini ben definite di ciò che mi aveva colpito, attratto, emozionato. A determinate cose appartenevano determinate persone, a determinate persone appartenevano determinati percorsi, a determinati percorsi determinate musiche, libri, cieli e così via. Ognuno ha della sua vita una propria narrazione, dove la confusione assume un suo ordine preciso, un suo dispiegarsi, ma quella donna era un tassello che nel mio narrato sentivo essere stato presente, importante, persistente, ma non ero in grado di rimetterlo a posto. 

Sognavo e speravo di rivederla passare. Senta, le avrei detto, io mi chiamo così. Io non so chi è lei, ma so che ci siamo incontrate spesso. Non è che ha voglia di aiutarmi a capire dove?
Fortunatamente non l'ho incrociata di nuovo, altrimenti con molta probabilità le avrei fatto prendere un colpo. 
Verso le 18.30 L. mi ha chiesto cosa ne pensassi di una casa editrice dal cui stand eravamo appena passati, ma io avevo appena imboccato il corridoio giusto. Ci avevo messo tanto perché era polveroso, dimentico, lontano: era la signora da cui compravo il Ciocorì quando andavo alle elementari, prima di entrare a scuola. Ci tenevo così tanto a passare da lei che anche quando non avevo le lire che mi occorrevano entravo, la avvertivo che quel giorno avevo i mandarini (tre, sempre tre) e le auguravo buona giornata. Il suo viso era uno di quelli che sembrano perennemente imbronciati, ma mi piaceva la sua gentilezza.

Ribadisco: fortunatamente non l'ho incrociata di nuovo, perché a quel punto l'avrei probabilmente abbracciata. E le avrei fatto prendere un colpo.



lunedì 6 maggio 2013

... siam mica qui a insegnare pilates ai fenicotteri!

La mia allegra passeggiata per Torino. 

Un box auto non mi serve, grazie, ma una risata regalata mi fa sempre piacere.


... siam mica qui a smacchiare i giaguari!!!
... siam mica qui a inzuppare i wafer nel latte alle ginocchia!!!
... siam mica qui a togliere le occhiaie ai panda!!!
... siam mica qui a far le righe alle zebre!!!
... siam mica qui a portare a spasso le lumache!!!
... siam mica qui a raddrizzare le banane!!!
... siam mica qui a rasare i pelati!!!
... siam mica qui a far la permanente ai cocker!!!
... siam mica qui a insegnare pilates ai fenicotteri!

sabato 4 maggio 2013

We never know for sure about ourselves


…the truth is, we never know for sure about ourselves. Who we'll sleep with if given the opportunity, who we'll betray in the right circumstance, whose faith and love we will reward with our own. … Which is why we have spouses and children and parents and colleagues and friends, because someone has to know us better than we know ourselves. We need them to tell us. ...
The Straight Man, Richard Russo

Iwazaru, Mizaru and Kikazaru

venerdì 3 maggio 2013

Torino: Let's Swing! al Jazz Festival


Quest'anno a Torino è tornato il Jazz Festival e io l'ho colta come una splendida occasione per uscire di casa praticamente tutte le sere. In particolare, ci sono andata tre volte: la prima ha cominciato a piovere a catinelle, la seconda (cause varie) siamo arrivati a spettacolo concluso e la terza... abbiamo ballato lo swing!

Da notare che la mia amica mi ha passato il video per imparare i passi tre giorni prima e quindi, vista la fretta, ho trascorso le giornate a tradurre e a prendermi pause ballerine in cui allontanavo la sedia dal tavolo, facevo un po' di spazio e mi mettevo a fare pratica. Il mio cane puntualmente non capiva il motivo di tanta agitazione e mi saltava addosso, un po' per partecipare, un po' per incitarmi a rimettermi al lavoro.

Ecco allora il video di Let's Swing!, ovvero del mini-flash mob organizzato per l'occasione (e mi si vede anche, nelle retrovie!). Non fossimo stati così stipati, sicuramente mi sarei divertita di più.