domenica 6 luglio 2014

Xu Hong Fei

Oggi passeggiando per Torino mi sono imbattuta nelle opere di Xu Hong Fei. Erano lì, vigili e in movimento di fronte a Palazzo Reale. 


Fiori al vento

Kiss

Kiss

Si tratta di una mostra itinerante, Il fascino della Capitale antica, a Torino già dal 13 giugno e presente fino al 18 luglio. Sono in tutto 36 opere di scultura realizzate in diversi materiali e sparse in vari luoghi della città: da Piazza Castello al Museo d'Arte Orientale, dal Polo Reale alla Reggia di Venaria Reale, dalla Galleria Subalpina alla Piscina monumentale. Sono molto belle, vale la pena cercarle.

sabato 5 luglio 2014

Quando i miei vicini litigano

Quando i miei vicini litigano, sembra che intorno il silenzio si faccia più intenso, i passi per i ballatoi più felpati, i giochi dei bambini attutiti. Persino i saluti tra dirimpettai si diradano, lasciando spazio a discreti cenni del capo.

Quando i miei vicini litigano si arriva a un punto in cui si sentono solo le urla di lei, mentre le risposte di lui spariscono e nulla rimane se non singhiozzi. Allora la voce di lei si fa più umida e fuori piove.

Quando i miei vicini litigano a volte ti viene il mal di testa, ma mai ti prende l’idea di far presente che sono appena le sette e mezza del mattino. Il sole è in piena ascesa, ma il dolore non ha orari e del loro vorresti partecipare solo per ricordare che tutto si risolve, in un modo o nell’altro.

Quando i miei vicini litigano, invece, non si risolve mai niente. E la parete che vi divide, che filtra le loro voci e impotenze, la vedi assottigliarsi in tante piccole sbarre di prigione. Diversamente solida e immobile, apre spiragli su un mondo di solitudine a due.

Non urlare, mi scoppia la testa, le dice lui.
Se non urlo crollo anch’io, risponde lei.


E così vanno avanti, usando ognuno il suo bastone.

Fonte

lunedì 30 giugno 2014

Sassi-Superga: finalmente ce l'ho fatta!

Due sabati fa ho finalmente avuto modo di realizzare qualcosa che sognavo di fare da quindici anni: andare da Sassi alla Basilica di Superga a piedi. No, niente di straordinario, è vero. Ci avevo provato con un'amica, ma a metà strada mi aveva liquidata con un deciso "io mi rifiuto, sto morendo" e il pollice alzato per fare autostop. Al tempo, pur preoccupate di chi avrebbe potuto fermarsi, ci eravamo alla fine fatte dare un passaggio da un ragazzo che andava fin lassù per prendere il sole.

Avrei potuto organizzarmi prima e, nonostante la mancanza di compagni di avventura, andarci da sola. Ma in questo caso da sola non ci volevo andare e:

- i miei amici concittadini sanno bene che non è una passeggiata rilassante;
- i miei amici non concittadini non si fidano più delle idee che mi vengono e che presuppongono una qualche passeggiata in posti non generalmente noti. Quando dico "dai, è dietro l'angolo" ormai si insospettiscono.

Poi ho conosciuto E. E. è relativamente nuova qui a Torino ma, soprattutto, è molto propositiva per uscite e scampagnate. Due sabati fa mi ha proposto di andare a visitare la Sacra di San Michele, ma complice un venerdì sera un po' faticoso e orari non troppo comodi, io ho rifiutato. Ed è stata lei che, in cerca di un'alternativa, ha esordito con: Andiamo a Superga a piedi?

Come fosse il mio compleanno, per dire. E ci siamo incamminate. 

La salita è stata fantastica, con oltre trenta gradi e ombra totalmente assente. Neanche dieci passi ed E. si era già pentita della sua proposta, ma nonostante tutto ha proseguito, tra invettive varie, a inerpicarsi per quell'ora e trenta minuti che ci vogliono per raggiungere la cima. 

Torino dall'alto
Manca ancora un po'...


Verso l'infinito e oltre!



Torino dall'alto

Torino dall'alto con lampione romantico

Confluenza tra il fiume Po e il fiume Stura di Lanzo

Basilica, particolare con nuvole
Ciao, Basilica!



Torino dall'alto

L'illuminazione di Torino


Torino sempre più illuminata
Sulla via del ritorno, l'ultimo saluto
Io, felice



Il bello del lavoro ai tempi della crisi: ecco il White Book of Job

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mercoledì 25 giugno 2014

Ma allora sai un sacco di lingue!

In palestra.

"...e tu cosa fai di lavoro?"
"La traduttrice."
"Ah, bello! Ma allora sai un sacco di lingue!"
"Umh, no. Solo per capire, ma perché pensi che un traduttore sappia un sacco di lingue?"
"Pensavo che per fare il traduttore una persona dovesse conoscere almeno cinque o sei lingue di base..."


E non stava scherzando.