sabato 2 febbraio 2013

Nizza: Musée des Beaux-Arts



Risalendo la collina a ovest dalla Promenade in una strada costeggiata da casette e ville, si arriva al Musée des Beaux-Arts. Quando siamo andati aveva appena smesso di piovere ed eravamo in compagnia di due piccioni che amoreggiavano, un gatto rosso che ha cercato rifugio come noi nel museo, due turisti tedeschi estremamente polemici di fronte a dei quadri che mi lasciavano del tutto indifferente e infine polvere, tantissima polvere. 

Il palazzo che ospita il museo è molto bello: fu costruito nella seconda metà del 1800 per desiderio e secondo il capriccio della moglie del consigliere dello zar Alessandro II, Lev Viktorovitch Kotchoubeï. Tuttavia nel 1883, a lavori ancora in corso, la villa venne venduta a un americano, tal James Thompson, che ne fece terminare la costruzione e vi diede il proprio nome. Vent'anni dopo la sua morte, nel 1920, la villa venne di nuovo messa in vendita, poi acquistata dal comune di Nizza nel 1925 per ospitarvi il museo, circondato da un giardino tranquillo e ordinato. 


Les deux amis, 1901 - Michel de Tarnowsky

Surprise, 1910 - Michel de Tarnowsky




















Qui sotto la statua è sempre opera di Michel de Tarnowky (sì, mi è piaciuto molto), Marie Bashkirtseff (1914). A sinistra, sullo sfondo, vi sono due quadri di Louis-Michel Vanloo: Autoportrait (in alto), Portrait d'un officier, comte de Vaux (1759, in basso).




Le Baiser - Auguste Rodin


Qui sotto, la statua nella foto a sinistra è sempre di Rodin, L'age d'airain. Il quadro a destra, invece, è di Silvio Allasson, Le dernier mot du naufrage (1878). La qualità è pessima e i colori sono venuti tutti diversi, ma a me piaceva così tanto! In basso a sinistra, nell'oscurità, si vede un uomo che aiuta una seconda persona a risalire lungo le rocce. Il cielo, lui, sembrava una fotografia particolarmente ben riuscita.




La Nature se dévoilant devant la science, 1872  - Louis-Ernest Barrias
Le repos pendant la guite en Egypte, 1880 - Luc-Olivier Merson
La servante de harem, 1874 - Paul-Désiré Trouillebert

Una sala era invece tutta dedicata alle opere di Jules Cheret, un artista parigino morto a Nizza nel 1932. 


La musique
Le domino jaune, 1908


La Danse, 1902





Nei suoi dipinti ci sono tanti di quei colori e le espressioni sono sempre così rilassate, spensierate e contente che non si può fare a meno di pensare a quanto sarebbe stato bello conoscerne l'autore, vero? 

Sì, questa frase sa tanto di Salinger...









Le Déjeuner sur l'herbe, 1904


Le Déjeuner sur l'herbe, particolare
Le Déjeuner sur l'herbe, particolare























Polvere a parte, la visita mi è piaciuta un sacco. Ho scattato un numero imbarazzante di fotografie (non si direbbe, vero?)  e, cosa più bella tra tante, mi sono imbattuta nelle opere di un artista capace di scombussolarmi tutta. Insomma, mi sono mezza innamorata. Per questo, ne farò un altro post.

4 commenti:

  1. I dipinti e le sculture sono di un'allegria esaltante!
    Al diavolo tutte quelle correnti nate successivamente e che, in genere, servono solo a giustificare l'incapacità di personaggi ritenuti "artisti" solo per meriti mediatici.

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    Risposte
    1. Domani metto le foto del mio nuovo artista preferito e mi dici :P

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    2. Che bello innamorarsi in un museo! Attendo le foto dell'artista preferito :-)

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