Il quadro si intitola "Conversazione" ed è stato eseguito da David Zagoskin con inchiostro su carta. La carta in questione, però, è una mappa. Quindi il mio quiz consiste in questo: sapreste indovinare di che mappa si tratta? Di seguito le foto dei particolari che sono riuscita a fotografare.
Visualizzazione post con etichetta Russia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Russia. Mostra tutti i post
giovedì 6 febbraio 2014
Quiz - Il quadro del tesoro
L'ultimo post sulla mostra - sempre lei, sempre lei! - è un quiz del quale neanche io ho soluzione, perciò voglio coinvolgere chi si troverà a passar di qui.
Scribacchiato da
Alice in Translation
alle
10:46
13 commenti:
Ubicazione:
Piazzetta Carlo Mollino, 10124 Torino, Italia
mercoledì 5 febbraio 2014
Torino - Dalle avanguardie alla Perestrojka: una mostra
Come promesso, ecco il resto dei quadri che ho fotografato in occasione della mostra "Dalle avanguardie alla Perestrojka" tenutasi a Torino fino al 25 gennaio presso l'Archivio di Stato e che ospitava le opere della Pinacoteca Civica Manege di San Pietroburgo.
*mi spiace per la qualità delle foto!
*mi spiace per la qualità delle foto!
Copio pari pari il testo introduttivo alla mostra (errori e ripetizioni annessi):
"La Collezione della Pinacoteca Civica Manege di San Pietroburgo è una delle più importanti collezioni d'arte moderna in Russia.Le cento opere presentate in mostra a Torino, per la prima volta in Italia, ripercorrono la storia, multiforme e diversificata, dell'evoluzione delle arti visive a San Pietroburgo, rivelando un aspetto ancora sconosciuto della cultura russa.Dipinti ad olio, acquerelli e disegni, esempi rappresentativi della pittura russa, offrono un quadro completo dell'arte a San Pietroburgo nel corso del XX° secolo, attraverso le turbolente circostanze storiche e una varietà di impulsi, che hanno contribuito allo sviluppo delle tendenze artistiche.Il nucleo della collezione è composto da opere che vanno dal 1920 al 1940, quando il nome della città era Leningrado. Opere di grande valore artistico e storico, che ci permettono di avere un approccio unico all'arte sovietica di quel periodo e aggiungono una nuova dimensione alla nostra percezione del fermento culturale della Russia post-rivoluzionaria, sfidando le tradizionali interpretazioni critiche. Nonostante la loro natura 'accademica', nei diversi lavori riecheggiano i trionfi e le conquiste dell'Avanguardia russa e le influenze del modernismo, mentre reminiscenze di impronta più tradizionale e legate al folclore possono essere rintracciate nelle opere grafiche.Successivamente, si percepisce il passaggio dal Realismo socialista per arrivare ai fenomeni artistici del periodo della Perestrojka e le sperimentazioni contemporanee, in un panorama completo delle varie scuole, tendenze, correnti e movimenti che hanno caratterizzato l'ambiente culturale della città."
| Paesaggio con la Colonna di Alessandro, di Nikolai Lapshin 1939, acquerello su carta, 31,5 x 45 cm |
| Raggi di sole sul volto di un marinaio, di Nikolai Kostrov 1927, acquerello su carta e cartone, 25,3 x 2,2 cm (umh?) |
| Ragazza con cavallo a Buryat, di Alexandra Yakobson 1929, acquerello su carta, 24,5 x 21,5 cm |
| Composizione (a Buryat), di Alexandra Yakobson 1929-1930, acquerello su carta, 33 x 27 cm |
| Il ponte Tuchkov, di Alexander Vedernikov 1946, acquerello su carta, 39 x 50,5 cm |
| Strelka, di Alexei Pochtenny 1930, olio su tela, 54 , 70 cm |
| Fucilieri, di Pavel Ab 1936, gesso e tecnica mista su compensato, 42 x 57,5 cm |
| Ragazza con maglietta gialla, di Lidia Timoshenko 1934, olio su tela, 79 x 53 cm |
| Maniscalco, di David Zagoskin 1932, acquerello e inchiostro su carta, 68,6 x 50,2 cm |
| Fiori dopo la pioggia, di Israil Lizak 1935, olio su tela, 106 x 98 cm |
| Ritratto di ragazzo, di Lev Volshtein 1947, acquerello su carta, 44 x 31 cm |
| Ritratto di Vera Yevgenyevna, moglie dell'artista, di Vladimir Grinberg 1937, olio su tela, 64,5 x 42 cm |
| Ritratto di Eleonora Khmelnitsky, di Ivan Petrovsky 1939, olio su tela, 49,5 x 40 cm |
| Donna in bianco, di Vera Zenkovich 1965, gouache su carta, 56 x 44 cm |
| Pensierosa, di Svetlana Fadeenko 2001, tecnica mista su carta, 62 x 41,5 cm |
| Oggi la bocciofila era chiusa? |
L'ho trovata notevole, ma purtroppo non è stata prorogata. "Poca affluenza", ha anche commentato uno dei signori incaricati di seguire il flusso dei visitatori. "Ma non è stata sufficientemente pubblicizzata", abbiamo risposto noi, "Senza contare che è assurdo chiuderla proprio nel fine settimana!". "Basta il sito... e poi vedete qual è l'età media? Vengono le persone di una certa età e in pensione, come alternativa alla bocciofila". Tristissimi commenti, insomma.
| Sul treno, di Boris Vlasov 1965, tempera su carta, 61,5 x 46,5 cm |
| Ritorno, di Galina Molchanova 1986, gouache e acquerello su carta, 35 x 49 cm |
| Piazza Reale, di Roman Muraviev 1990, olio su tela, 92 x 73 cm |
| Autoritratto con due candele, di Vitaly Tyulenev 1993, olio su tela, 65 x 65 cm |
| Autoritratto, di Julia Ivanova 1988, olio su tela, 72,9 x 51 cm |
| Caffè rosso, di Vitaly Tyulenev 1985, olio su tela, 100 x 95 cm |
| Ritratto del compositore Dmitri Shostakovich, di Levon Lazarev 1990, olio su tela e su legno, 66 x 49 cm |
| Ritratto di Marina Jigarkhanyan, di Alexey Shtern 1999, cartone, tecnica mista, 90 x 80 cm |
| Ragazza con uccellino, di Nikolai Koshelkov 1960, olio su tela, 57 x 44,5 cm |
| Visitatrici |
Ora l'Archivio di Stato ospita un'altra mostra dedicata a Davide Peiretti, che conto di visitare prossimamente e che stavolta è stata allestita nei locali in via Piave 21. Purtroppo il link che ne parla sul sito dell'Archivio di Stato al momento dà errore. Sarà sufficiente come mezzo pubblicitario?
Scribacchiato da
Alice in Translation
alle
09:23
2 commenti:
Ubicazione:
Piazzetta Carlo Mollino, 10124 Torino, Italia
Etichette:
Arte,
Mostre e musei,
Russia,
Torino
lunedì 3 febbraio 2014
Periodo intenso
Tanto lavoro, tanti impegni, tante cose nuove. Mi piacciono, i periodi come questo, che stravolgono le abitudini, offrono nuove opportunità per il futuro e insieme regalano molta incertezza. Poi però c'è bisogno di bilanciare e perdersi tra sé e sé.
Così non dico più nulla, anche perché le parole hanno bisogno di tempo e pensiero, per crescere.
| Estate a Svir, di Oleg Tatarnikov Tempera su tela - 100 x 70,5 cm |
Estate a Svir è a parer mio un capolavoro, nonché un altro di quei quadri che, in occasione di questa mostra, mi ha lasciata senza fiato. Dal vivo riempie gli occhi di splendore, ma anche in foto non è male, vero?
Scribacchiato da
Alice in Translation
alle
01:54
17 commenti:
Ubicazione:
Piazzetta Carlo Mollino, 10124 Torino, Italia
Etichette:
Arte,
Mostre e musei,
Russia,
Torino
mercoledì 29 gennaio 2014
Ciao, alieno Valery
Se una pennellata è espressione
di un linguaggio, quali sono i codici
per comprendere il messaggio? Quanto può trasmettere una persona in ciò che
dipinge? Quand’io lo faccio, vengo trascinata via talmente in fretta dai colori
da decidere, in breve, di abbandonare i soliti strumenti a favore delle dita.
In entrambi i casi non raggiungo i risultati che vorrei – spesso soffrendo del
distacco tra l’immagine pensata e quella riprodotta, ma cionondimeno vivo l’eterno
fallimento con più soddisfazione. Lo faccio poi di rado, perché tanto l’attività
mi assorbe e richiede delle mie emozioni da non aver spesso voglia di sentir tutto
riaffiorare così prepotentemente verso l’esterno.
Sabato scorso sono andata con un’amica presso la sede dell’Archivio
di Stato di Piazzetta Mollino per la mostra intitolata “Dalle avanguardie alla Perestrojka”,
che raccoglieva la collezione della Pinacoteca Civica Manege di San
Pietroburgo: cento opere tra dipinti ad olio, acquerelli e disegni per la prima
volta in visita nel nostro paese. Ingresso gratuito (e per questo sponsorizzata
pochissimo, già terminata e aperta solo in orari “da ufficio”, perciò assurdi: in
settimana e il sabato mattina fino alle 13).
Dopo un paio di autoritratti, ho cominciato a riflettere su
quale possa essere la spinta emotiva alla base della scelta di dipingersi, per
poi mostrarsi a un pubblico. O al coraggio che ha colui che si mette di fronte
a se stesso e vuol riprodurre la propria immagine, nel bene o nel male. Ci
saranno sempre dei difetti che vogliamo celare, pregi da esaltare, imperfezioni
da limare, o comunque un’idea del nostro io a cui siamo legati che vorrà
dominare sulla realtà nuda e cruda. E si ritorna all’eterno quesito di come
poter giudicare cosa è oggettivo, se ogni valutazione viene necessariamente
filtrata da una soggettività innata.
Insomma, l’artista è colui che sa mostrare parti di sé così
in sintonia con il sentire celato di molti da poter condurre l’osservatore a
una più profonda conoscenza di se stesso, svelando il percorso per far
riaffiorare al conscio emozioni che, pur presenti, non avrebbero altrimenti avuto
un nome. Secondo me, almeno. E allora guardavo quegli occhi, quelle bocche, pensavo, e mi impelagavo in supposizioni e ragionamenti sempre più contorti, rammaricandomi di non avere una conoscenza tale dell’arte da poterne comprendere
il linguaggio. Poi però, dietro all’ultimo pannello, in fondo, ecco che mi si
presenta questa meraviglia.
| Autoritratto, di Valery Konevin Olio su tela, 75 x 95, 1991 |
Ed è stato un po’ come sentire parlare una persona in una lingua sconosciuta, ma dai suoni talmente noti da risultare familiare, e amica. Profondamente aliena.
Nei prossimi giorni pubblicherò le foto di qualche altra opera esposta. Una mostra notevole.
Scribacchiato da
Alice in Translation
alle
02:48
16 commenti:
Ubicazione:
Piazzetta Carlo Mollino, 10124 Torino, Italia
Etichette:
Arte,
Divagazioni,
Mostre e musei,
Russia,
Torino
martedì 28 maggio 2013
Messaggi per gli alieni e le generazioni future
Mi è appena venuto in mente che quando avevo intorno ai 7/8 anni mi fecero scrivere un biglietto con un mio sogno per il futuro. Doveva essere infilato in una sorta di capsula insieme a quelli di altri bambini e inviato - genericamente - nello spazio. "Come un messaggio in bottiglia", mi avevano detto. "Magari lo trovano altre forme di vita".
Al tempo ci avevo fantasticato tantissimo. A distanza di anni, mi domando che cosa avessi scritto ma, soprattutto, che razza di progetto fosse (senza troppo stupirmi: mi coinvolgevano sempre in tantissimi progetti strambi presentandomeli come giochi divertenti - anche se all'invito di imparare il Padre nostro in tedesco avevo opposto un secco e definitivo rifiuto).
Così, seguendo il filo dei pensieri, mi sono ricordata di Mamaev Kurgan, la collina di Volgograd sulla quale si trova il memoriale della feroce, e soprattutto estenuante, battaglia di Stalingrado (l'odierna Volgograd, appunto) che vide scontrarsi gli eserciti russo e tedesco dall'agosto del 1942 al febbraio del 1943. Il memoriale è un imponente e immenso percorso lungo la collina, la cui espressione visiva più famosa è la statua della Madre Patria ("La Madre Patria chiama!") svettante ed enorme in cima. Quello che mi aveva colpito di quel luogo non era tanto la monumentalità del tutto, che comunque era davvero notevole, quanto più il viaggio nella memoria attraverso quelle testimonianze su pietra, le manifestazioni del dolore e dell'eroismo che riproducevano, il forte desiderio di non dimenticare, a partire dalle incisioni su lastra alla base della collina che riportano i nomi delle tredici città sovietiche che si distinsero nella lotta (se non ricordo male: Mosca, Stalingrado, Leningrado, Murmansk, Minsk, Kiev, Sebastopoli, Novorossijsk, Brest, Tula, Kerch, Odessa, Smolensk).
Senza perdermi e dilungarmi, quello di cui volevo parlare era comunque il messaggio destinato alle generazioni future che i reduci di quella battaglia scrissero il 9 maggio 1970. Il loro non è partito per lo spazio, ma è invece rimasto custodito tra quelle mura, appena prima dell'enorme mausoleo sulle cui pareti sono riportati in minuzioso ordine i nomi dei tantissimi caduti (si stima che persero la vita complessivamente 2 milioni di persone). Quel messaggio verrà letto il 9 maggio 2045, cent'anni dopo la vittoria sovietica, ricordando le perdite, la disperazione, l'incertezza e la paura di quegli anni.
Ora, non vorrei dire, ma chissà che cosa si troveranno invece tra le mani gli alieni...
![]() |
| Memoriale di Mamaev Kurgan - commemorazione del Milite Ignoto |
P.S. Al memoriale suona continuamente in sottofondo Traumerei, un brano di Schubert. Qui è interpretato da Horowitz. Buon ascolto.
Etichette:
Divagazioni,
Russia
mercoledì 22 maggio 2013
Nizza: Cathédrale Saint-Nicolas
La scorsa settimana, dopo ben quattro tentativi falliti (abbiamo sempre l'incredibile capacità di arrivare raramente troppo presto, spesso troppo tardi, sempre nei giorni di chiusura), siamo riusciti a visitare la cattedrale di San Nicola (in italiano Wikipedia ne parla come della "chiesa russa ortodossa di San Nicola".
Era da qualche anno che non entravo in una chiesa ortodossa e mi sono riaffiorati talmente tanti ricordi che mi sono un po' emozionata (certo, ha contribuito anche l'aver finalmente trovato il cancello aperto).
L'edificio è splendido: eretto nel 1912 sulla base di un progetto di Mikhail Préobrajenski, professore di architettura presso l'Accademia imperiale di Belle Arti di San Pietroburgo, viene considerato generalmente uno degli esempi visivamente più belli di chiesa russa in Europa occidentale.
| Cathédrale Saint-Nicolas |
| Cathédrale Saint-Nicolas |
| Sulla sinistra lo sfuggente pope |
| Cathédrale Saint-Nicolas |
| Cathédrale Saint-Nicolas |
All'interno non si potevano scattare fotografie, ma prima di entrare si poteva bere un po' dell'acqua santa contenuta in questi bizzarri contenitori. Non ne ho mai visti di simili altrove.
| "This holy water!" |
| Nikolaj Aleksandrovič Romanov |
Intorno vi è un giardino incredibilmente tranquillo, con il busto in onore dell'erede al trono Nikolaj Aleksandrovič Romanov, morto a Nizza nel 1865, e la cappella eretta in sua memoria.
Avevo già parlato della presenza russa a Nizza tempo fa, in occasione della mostra che era stata allestita al Museo Masséna.
Scribacchiato da
Alice in Translation
alle
17:35
6 commenti:
Ubicazione:
Boulevard du Tzarewitch, 06000 Nizza, Francia
martedì 22 gennaio 2013
Présence Russe à Nice
Fu Alexandra Feodorovna, moglie del granduca Nicolas Pavlovitch (poi Nicola I), la prima imperatrice a scegliere Nizza quale meta prediletta dei propri soggiorni dal 1856 in poi. Fu con lei che la Costa Azzurra iniziò ad acquisire la sua forte influenza russa diventando così il centro degli incontri informali tra i membri della famiglia imperiale, l'imperatore Napoleone III e altre importanti personalità dell'epoca. Più famosa ancora della stagione estiva, al tempo la grande attrazione era la "saison d'hiver". Contemporaneamente vennero costruite chiese, palazzi, ville e giardini e l'economia ne ebbe un gran beneficio. Successivamente, con la Rivoluzione, molti membri della famiglia imperiale trovarono prima rifugio in Crimea, lasciando poi il suolo natio per la Costa Azzurra, la loro "seconda casa".
.JPG)
L'importanza della comunità russa a Nizza è sicuramente ben documentata dalla presenza della bellissima cattedrale di San Nicola, aperta nel 1912. Meno famosa, ma precedente a questa, è invece l'église Saint-Nicolas-et-Sainte-Alexandra, in rue Longchamp - la prima chiesa russa dell'Europa occidentale. La sua costruzione, iniziata nel 1856, terminò nel 1859 e l'inaugurazione si tenne il 31 dicembre dello stesso anno.
Scribacchiato da
Alice in Translation
alle
20:50
4 commenti:
Ubicazione:
Massena Museum, 35 Promenade des Anglais, 06000 Nizza, Francia
Etichette:
Francia,
In viaggio,
Mostre e musei,
Nizza,
Russia
Iscriviti a:
Post (Atom)
