giovedì 6 febbraio 2014

Quiz - Il quadro del tesoro

L'ultimo post sulla mostra - sempre lei, sempre lei! - è un quiz del quale neanche io ho soluzione, perciò voglio coinvolgere chi si troverà a passar di qui.


Il quadro si intitola "Conversazione" ed è stato eseguito da David Zagoskin con inchiostro su carta. La carta in questione, però, è una mappa. Quindi il mio quiz consiste in questo: sapreste indovinare di che mappa si tratta? Di seguito le foto dei particolari che sono riuscita a fotografare.






mercoledì 5 febbraio 2014

Torino - Dalle avanguardie alla Perestrojka: una mostra



Come promesso, ecco il resto dei quadri che ho fotografato in occasione della mostra "Dalle avanguardie alla Perestrojka" tenutasi a Torino fino al 25 gennaio presso l'Archivio di Stato e che ospitava le opere della Pinacoteca Civica Manege di San Pietroburgo.

*mi spiace per la qualità delle foto!





Copio pari pari il testo introduttivo alla mostra (errori e ripetizioni annessi): 

"La Collezione della Pinacoteca Civica Manege di San Pietroburgo è una delle più importanti collezioni d'arte moderna in Russia. 
Le cento opere presentate in mostra a Torino, per la prima volta in Italia, ripercorrono la storia, multiforme e diversificata, dell'evoluzione delle arti visive a San Pietroburgo, rivelando un aspetto ancora sconosciuto della cultura russa.
Dipinti ad olio, acquerelli e disegni, esempi rappresentativi della pittura russa, offrono un quadro completo dell'arte a San Pietroburgo nel corso del XX° secolo, attraverso le turbolente circostanze storiche e una varietà di impulsi, che hanno contribuito allo sviluppo delle tendenze artistiche.
Il nucleo della collezione è composto da opere che vanno dal 1920 al 1940, quando il nome della città era Leningrado. Opere di grande valore artistico e storico, che ci permettono di avere un approccio unico all'arte sovietica di quel periodo e aggiungono una nuova dimensione alla nostra percezione del fermento culturale della Russia post-rivoluzionaria, sfidando le tradizionali interpretazioni critiche. Nonostante la loro natura 'accademica', nei diversi lavori riecheggiano i trionfi e le conquiste dell'Avanguardia russa e le influenze del modernismo, mentre reminiscenze di impronta più tradizionale e legate al folclore possono essere rintracciate nelle opere grafiche.
Successivamente, si percepisce il passaggio dal Realismo socialista per arrivare ai fenomeni artistici del periodo della Perestrojka e le sperimentazioni contemporanee, in un panorama completo delle varie scuole, tendenze, correnti e movimenti che hanno caratterizzato l'ambiente culturale della città."

Paesaggio con la Colonna di Alessandro, di Nikolai Lapshin
1939, acquerello su carta, 31,5 x 45 cm
Raggi di sole sul volto di un marinaio,
di Nikolai Kostrov
1927, acquerello su carta e cartone, 25,3 x 2,2 cm (umh?)



Ragazza con cavallo a Buryat, di Alexandra Yakobson
1929, acquerello su carta, 24,5 x 21,5 cm
Composizione (a Buryat), di Alexandra Yakobson
1929-1930, acquerello su carta, 33 x 27 cm









Il ponte Tuchkov, di Alexander Vedernikov
1946, acquerello su carta, 39 x 50,5 cm

 Strelka, di Alexei Pochtenny
1930, olio su tela, 54 , 70 cm

















Fucilieri, di Pavel Ab
1936, gesso e tecnica mista su compensato, 42 x 57,5 cm


















Ragazza con maglietta gialla, di Lidia Timoshenko
1934, olio su tela, 79 x 53 cm
Maniscalco, di David Zagoskin
1932, acquerello e inchiostro su carta, 68,6 x 50,2 cm




















Fiori dopo la pioggia, di Israil Lizak
1935, olio su tela, 106 x 98 cm
Ritratto di ragazzo, di Lev Volshtein
1947, acquerello su carta, 44 x 31 cm


















Ritratto di Vera Yevgenyevna, moglie dell'artista,
di Vladimir Grinberg
1937, olio su tela, 64,5 x 42 cm

Ritratto di Eleonora Khmelnitsky, di Ivan Petrovsky
1939, olio su tela, 49,5 x 40 cm

























Donna in bianco, di Vera Zenkovich
1965, gouache su carta, 56 x 44 cm
Pensierosa, di Svetlana Fadeenko
2001, tecnica mista su carta, 62 x 41,5 cm























Oggi la bocciofila era chiusa?

L'ho trovata notevole, ma purtroppo non è stata prorogata. "Poca affluenza", ha anche commentato uno dei signori incaricati di seguire il flusso dei visitatori. "Ma non è stata sufficientemente pubblicizzata", abbiamo risposto noi, "Senza contare che è assurdo chiuderla proprio nel fine settimana!". "Basta il sito... e poi vedete qual è l'età media? Vengono le persone di una certa età e in pensione, come alternativa alla bocciofila". Tristissimi commenti, insomma.





Sul treno, di Boris Vlasov
1965, tempera su carta, 61,5 x 46,5 cm


Ritorno, di Galina Molchanova
1986, gouache e acquerello su carta, 35 x 49 cm






















Piazza Reale, di Roman Muraviev
1990, olio su tela, 92 x 73 cm

Autoritratto con due candele, di Vitaly Tyulenev
1993, olio su tela, 65 x 65 cm


















Autoritratto, di Julia Ivanova
1988, olio su tela, 72,9 x 51 cm


Caffè rosso, di Vitaly Tyulenev
1985, olio su tela, 100 x 95 cm



Ritratto del compositore Dmitri Shostakovich,
di Levon Lazarev
1990, olio su tela e su legno, 66 x 49 cm
Ritratto di Marina Jigarkhanyan, di Alexey Shtern
1999, cartone, tecnica mista, 90 x 80 cm


Ragazza con uccellino, di Nikolai Koshelkov
1960, olio su tela, 57 x 44,5 cm
Visitatrici



Ora l'Archivio di Stato ospita un'altra mostra dedicata a Davide Peiretti, che conto di visitare prossimamente e che stavolta è stata allestita nei locali in via Piave 21. Purtroppo il link che ne parla sul sito dell'Archivio di Stato al momento dà errore. Sarà sufficiente come mezzo pubblicitario?

martedì 4 febbraio 2014

Quiz - Coca-Cola/#America is beautiful


Sono state mosse numerose critiche a questa pubblicità, mandata in onda durante il Super Bowl. Le più comuni se la prendevano col fatto che la lingua dell'America è l'inglese e che la Coca-Cola, con questa scelta, si mostrerebbe palesemente schierata dalla parte di terroristi e comunisti (ci potremmo ridere su, non fossero stati seri). Al di là di quanto possa o meno essere d'accordo con tutte queste affermazioni, vorrei concentrarmi su altro: quante lingue riuscite a indovinare? Io non nascondo di avere diverse difficoltà, ma da una prima ricerca ho scoperto che c'è il keres, lingua di uno dei popoli nativi americani, e il tagalog - entrambe sono al di fuori della mia portata.



La canzone si intitola "America the Beautiful" ed è stata scritta da Katharine Lee Bates nel 1893.




lunedì 3 febbraio 2014

Periodo intenso

Tanto lavoro, tanti impegni, tante cose nuove. Mi piacciono, i periodi come questo, che stravolgono le abitudini, offrono nuove opportunità per il futuro e insieme regalano molta incertezza. Poi però c'è bisogno di bilanciare e perdersi tra sé e sé. 
Così non dico più nulla, anche perché le parole hanno bisogno di tempo e pensiero, per crescere. 

Estate a Svir, di Oleg Tatarnikov
Tempera su tela - 100 x 70,5 cm

Estate a Svir è a parer mio un capolavoro, nonché un altro di quei quadri che, in occasione di questa mostra, mi ha lasciata senza fiato. Dal vivo riempie gli occhi di splendore, ma anche in foto non è male, vero?


mercoledì 29 gennaio 2014

Ciao, alieno Valery

Se una pennellata è espressione di un linguaggio, quali sono i codici per comprendere il messaggio? Quanto può trasmettere una persona in ciò che dipinge? Quand’io lo faccio, vengo trascinata via talmente in fretta dai colori da decidere, in breve, di abbandonare i soliti strumenti a favore delle dita. In entrambi i casi non raggiungo i risultati che vorrei – spesso soffrendo del distacco tra l’immagine pensata e quella riprodotta, ma cionondimeno vivo l’eterno fallimento con più soddisfazione. Lo faccio poi di rado, perché tanto l’attività mi assorbe e richiede delle mie emozioni da non aver spesso voglia di sentir tutto riaffiorare così prepotentemente verso l’esterno.

Sabato scorso sono andata con un’amica presso la sede dell’Archivio di Stato di Piazzetta Mollino per la mostra intitolata “Dalle avanguardie alla Perestrojka”, che raccoglieva la collezione della Pinacoteca Civica Manege di San Pietroburgo: cento opere tra dipinti ad olio, acquerelli e disegni per la prima volta in visita nel nostro paese. Ingresso gratuito (e per questo sponsorizzata pochissimo, già terminata e aperta solo in orari “da ufficio”, perciò assurdi: in settimana e il sabato mattina fino alle 13).

Dopo un paio di autoritratti, ho cominciato a riflettere su quale possa essere la spinta emotiva alla base della scelta di dipingersi, per poi mostrarsi a un pubblico. O al coraggio che ha colui che si mette di fronte a se stesso e vuol riprodurre la propria immagine, nel bene o nel male. Ci saranno sempre dei difetti che vogliamo celare, pregi da esaltare, imperfezioni da limare, o comunque un’idea del nostro io a cui siamo legati che vorrà dominare sulla realtà nuda e cruda. E si ritorna all’eterno quesito di come poter giudicare cosa è oggettivo, se ogni valutazione viene necessariamente filtrata da una soggettività innata.

Insomma, l’artista è colui che sa mostrare parti di sé così in sintonia con il sentire celato di molti da poter condurre l’osservatore a una più profonda conoscenza di se stesso, svelando il percorso per far riaffiorare al conscio emozioni che, pur presenti, non avrebbero altrimenti avuto un nome. Secondo me, almeno. E allora guardavo quegli occhi, quelle bocche, pensavo, e mi impelagavo in supposizioni e ragionamenti sempre più contorti, rammaricandomi di non avere una conoscenza tale dell’arte da poterne comprendere il linguaggio. Poi però, dietro all’ultimo pannello, in fondo, ecco che mi si presenta questa meraviglia.

Autoritratto, di Valery Konevin
Olio su tela, 75 x 95, 1991

Ed è stato un po’ come sentire parlare una persona in una lingua sconosciuta, ma dai suoni talmente noti da risultare familiare, e amica. Profondamente aliena.

Nei prossimi giorni pubblicherò le foto di qualche altra opera esposta. Una mostra notevole.
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