sabato 30 novembre 2013

Spesso dimentichiamo le cose quando non abbiamo qualcuno a cui raccontarle

"Spesso dimentichiamo le cose quando non abbiamo qualcuno a cui raccontarle".

Mi ha cotta a fuoco lento, Lunchbox, il film di Ritesh Batra che sono andata a vedere ieri sera al cinema con mia nipote. L'ho trovato agrodolce al punto giusto, curioso e divertente. Racconta dell'amicizia, o dell'amore, che dir si voglia, tra Ila e Saajan - lei casalinga, lui impiegato all'ufficio reclami in attesa della pensione, che entrano in contatto grazie a un errore nella consegna del pranzo da parte dei dabbawala (figure di cui ignoravo l'esistenza fino ad oggi). Tutto traspare attraverso il cibo, i sapori, la cura e l'amore della preparazione e una comunicazione talvolta fatta di parole, a volte solo di odori e piccoli gesti di premura.

In un'intervista a Ritesh Batra ho poi letto che hanno cercato di limitare al minimo gli incontri tra gli attori protagonisti, Irrfan Khan e Nimrat Kaur. "Sono due le storie che si sviluppano", ha spiegato il regista. "C'è quella sotto gli occhi di tutti, ovvero le lettere che vanno avanti e indietro, e poi c'è quella dentro Saajan e Ila, che hanno una propria idea sull'identità e l'aspetto dell'altro. E quest'idea è sacra. Non ho mai chiesto a Irrfan e a Nimrat quale fosse. [...] Volevo ci fosse qualcosa di palpabile in loro, come una fantasia su chi sia questa persona, su cosa accadrà quando si incontreranno. Penso che i loro personaggi funzionino perché vi è quest'altra storia dentro di loro. Non so cosa sia, ma ero ben consapevole della sua esistenza".

La cosa particolare, che ho notato solo ora mentre cercavo il trailer da integrare nel post, è che nella versione originale alcune parti (quelle in cui parla Ila) sono in hindi con sottotitoli in inglese, mentre nella versione italiana hanno optato per una traduzione integrale. Non è scelta da poco, soprattutto considerando che la pellicola è ambientata in India, un paese dove - come altrove - le forti distinzioni sociali  si manifestano anche attraverso l'espressione linguistica.

Versione originale - inglese e hindi (con sottotitoli in inglese)*



*per qualche ragione a me sconosciuta, integrando il video scompaiono i sottotitoli, perciò è meglio guardarlo direttamente su YT

Versione tradotta - italiano (senza sottotitoli)


giovedì 28 novembre 2013

Maugham e l'arte

Re di cuori - mio
A mio parere, ciò che vi è di più interessante nell'arte è la personalità dell'artista, e quanto più questa è singolare, tanto più sono pronto a perdonare alle sue opere mille imperfezioni. Velázquez è, immagino, un pittore più grande di El Greco, ma vi è in lui una certa stabilità di toni che finisce con l'intiepidire la nostra ammirazione, mentre invece il cretese, sensuale e tragico, ci presenta il mistero della sua anima in un perenne e mistico sacrificio. L'artista, pittore, poeta o musicista che sia, con le sue opere soddisfa il nostro senso estetico, legato alla sensualità primitiva, ma ci fa anche dono di se stesso. E il segreto della sua anima ci affascina a volte quanto un romanzo poliziesco. È un enigma per il quale non vi è soluzione. 
[...] 
Non condivido l'opinione di certi critici presuntuosi i quali negano al profano ogni competenza in materia artistica, e gli  concedono solo il diritto di firmare grossi assegni per comprare quadri. Pretendere che l'arte riveli i suoi misteri solo agli iniziati è semplicemente grottesco: l'arte è la manifestazione di un'emozione, e il linguaggio emotivo può essere compreso da chiunque. Però ammetto che un critico, privo di una vera competenza tecnica, non può essere in grado di emettere un giudizio di qualche peso: e la mia ignoranza in fatto di pittura è estrema.
 [...] 
 La facoltà di creare miti è innata nella natura umana, che concentra avidamente il suo interesse sui particolari curiosi o sorprendenti della vita di chi si distingue dalla massa dei contemporanei. Nascono così talune leggende cui ci si attiene con fede fanatica, poiché un desiderio di sogno romantico ci induce ad evadere continuamente dalla banalità della vita di ogni giorno. Di solito questi episodi leggendari diventano per l'eroe fortunato un sicuro passaporto per l'immortalità. Un ironico filosofo può sorridere del fatto che la fama di Walter Raleigh sia affidata più al suo gesto di stendere il mantello ai piedi della regina Elisabetta che non alle sue imprese in terre lontane.  

Somerset Maugham, La luna e sei soldi, traduzione di Elisa Morpurgo

Per me Somerset Maugham è una di quelle letture che si affrontano - e gustano - con molta, molta lentezza. Ho riportato questi brani perché interessanti, ma quello centrale soprattutto perché risponde bene a un vecchio discorso tra me e L. (avvalorando la mia posizione!). Siete d'accordo con (il personaggio di) Maugham? Secondo voi, chi può giudicare l'arte?

martedì 26 novembre 2013

Torino Sommersa

Poi pensi: "Si saran già fatte le 23.00 e mi sono scordata di cenare", invece sono le 19.00, sono perfettamente in tempo e già a 3/4 del lavoro. Però tra un miscelatore e una sospensione, nella mia pausa fatta di biscotti e di tisana finocchio, melissa e liquirizia, oggi pensavo a Torino col mare e mi è tornato in mente Andrea Gatti, e con lui le sue opere, che andai a vedere in una libreria ormai diversi anni fa. Eccone alcune.


Basilica di Superga
Mole Antonelliana

Panorama

Porte Palatine


Piazza Castello
Turet
Ovviamente a Torino si era parlato anche del fantomatico progetto di creare (o portare?) il mare in città. Lo ricorda anche Giuseppe Culicchia in Torino è casa mia, se non sbaglio. Perché se è vero che Torino è una città molto dinamica dove han preso slancio tantissime attività anche e nonostante i torinesi, è altrettanto vero che noi torinesi, per l'appunto, sogniamo di lasciarci andare alla pigrizia - e di non dover percorrere la terribile Torino-Savona (l'ultima volta che mi ci sono trovata nell'ultimo tratto piangevo per la paura, senza esagerare). Poi il prezzo della benzina è aumentato, è stato scoperto il treno, hanno iniziato a esserci più voli low-cost da Caselle e da Cuneo per località caraibiche (Bari e Olbia), e per queste ragioni il progetto è sfumato. Troppa fatica.




domenica 24 novembre 2013

Indovina la citazione #1

"In genere si può dire che la tendenza dello spirito moderno è di ridurre tutto il mondo una nazione, e tutte le nazioni una sola persona. Non c'è più vestito proprio di nessun popolo, e le mode in vece d'esser nazionali, sono europee ec.: anche la lingua oramai divien tutt'una per la gran propagazione del francese, la quale io non riprendo in quanto all'utile, ma bene in quanto al bello."

Senza l'aiuto di Google, ovviamente.

Aggiornamento con soluzione: Giacomo Leopardi, Zibaldone di pensieri, 3 luglio 1820.


La mia fonte: Tim Parks, Giornate della Traduzione di Urbino 2013

giovedì 21 novembre 2013

L'ultima sigaretta, un racconto

Il giorno che diventammo umani


Il 26 settembre 2009, intorno all’una e un quarto della notte, mentre fuori un cielo pieno di nuvole scure si chiudeva intorno a Padova, lui, disteso sul letto matrimoniale in stile futon, accanto al sonno profondo di sua moglie, fu scosso da un attacco improvviso e violentissimo di tosse...

Inizia così questo racconto, che potete leggere integralmente qui. Si intitola "L'ultima sigaretta", è stato scritto da Paolo Zardi e fa parte della raccolta "Il giorno che diventammo umani" (Neo Edizioni).  

Ah! La copertina, che secondo me è bellissima, è opera di Toni Alfano. Sul suo sito la trovate in versioni dai toni un po' più inquietanti. 
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