venerdì 17 maggio 2013

Ho visto una persona che ha avuto un ruolo nella mia vita

Oggi, mentre prendevo una pausa tra le migliaia di passi che ho percorso al Salone del Libro, seduta dietro al banco di un piccolo stand, è passata davanti a me una signora: vestiti anonimi, capelli nerissimi raccolti in una crocchia, né alta né bassa, faccia lunga, guance tristi, trascinava con sé diverse buste e si guardava attorno, ma aveva il passo di chi è deciso a non fermarsi pur non avendo una destinazione. Io dentro di me ho sentito un clic, si è smosso qualcosa, ma sono rimasta lì seduta, imbambolata a fissare la scia del suo percorso. Lei era già sparita tra la folla. Erano circa le 13.30. Non mi sono alzata, non mi sono mossa, mi sono sentita d'improvviso muta e scossa.

Ciò che mi disturbava era che, pur avendone osservato solo il profilo, di quella signora ero in grado di ricostruire esattamente tutto il viso con un'inattesa e inquietante precisione. Per questo, quando L. mi ha raggiunto, la prima cosa che gli ho detto è stata: "Ho visto una persona che ha avuto un ruolo nella mia vita". "Chi?"
"Non lo so".

Il pomeriggio è proseguito così, a guardare libri in ogni dove, ad ascoltare discorsi, a osservare ammirata lavori e idee nuove e ad assaggiare stuzzichini e sorbetti al limone, ma soprattutto a duellare in silenzio con il mondo dei ricordi, passando in rassegna i volti di professori, amici di famiglia, lontani parenti e improbabili conoscenti di soggiorni all'estero. Molte cose erano così sbiadite e ininfluenti che le lasciavo scivolare via con noncuranza, ma di fatto non sapevo dove cercare: ogni piccola esperienza della mia vita rappresentava un corridoio della memoria, un mondo a sé stante con immagini ben definite di ciò che mi aveva colpito, attratto, emozionato. A determinate cose appartenevano determinate persone, a determinate persone appartenevano determinati percorsi, a determinati percorsi determinate musiche, libri, cieli e così via. Ognuno ha della sua vita una propria narrazione, dove la confusione assume un suo ordine preciso, un suo dispiegarsi, ma quella donna era un tassello che nel mio narrato sentivo essere stato presente, importante, persistente, ma non ero in grado di rimetterlo a posto. 

Sognavo e speravo di rivederla passare. Senta, le avrei detto, io mi chiamo così. Io non so chi è lei, ma so che ci siamo incontrate spesso. Non è che ha voglia di aiutarmi a capire dove?
Fortunatamente non l'ho incrociata di nuovo, altrimenti con molta probabilità le avrei fatto prendere un colpo. 
Verso le 18.30 L. mi ha chiesto cosa ne pensassi di una casa editrice dal cui stand eravamo appena passati, ma io avevo appena imboccato il corridoio giusto. Ci avevo messo tanto perché era polveroso, dimentico, lontano: era la signora da cui compravo il Ciocorì quando andavo alle elementari, prima di entrare a scuola. Ci tenevo così tanto a passare da lei che anche quando non avevo le lire che mi occorrevano entravo, la avvertivo che quel giorno avevo i mandarini (tre, sempre tre) e le auguravo buona giornata. Il suo viso era uno di quelli che sembrano perennemente imbronciati, ma mi piaceva la sua gentilezza.

Ribadisco: fortunatamente non l'ho incrociata di nuovo, perché a quel punto l'avrei probabilmente abbracciata. E le avrei fatto prendere un colpo.



8 commenti:

  1. Un bellissimo racconto sulla memoria. Mi dispiace di non poter venire a Torino a incontrarti :-)

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    1. Siamo pari, a me spiace non essere potuta venire a Lugo a vedere il bellissimo incontro con te, Mr. Keats e Licia Corbolante. In compenso ne ho letto e ho visto le foto e sono contenta che sembra sia andato alla grande ;)

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    2. Sì, ci siamo molto divertiti!

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  2. Devi vedere Il Mnemonista, film di Studio Azzurro del 2000.

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    1. Me lo segno! Sulla trama ho trovato: "È la storia di S., primo violino di un'orchestra dotato di una memoria prodigiosa. Poiché tale dote è ossessiva e gli impedisce di lavorare, S. decide di andare in analisi. Ma non serve a nulla. Pensa così di diventare "il mnemonista" e di esibirsi nelle piazze. Ma si sente esplodere. E cercherà in tutti i modi di annullare tutto ciò che lo circonda e che la sua mente non esita a "fotografare". Film di grande effetto, tratto da una storia vera."

      Tutto il contrario di "Memento", insomma :)

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    2. Lo voglio vedere anch'io. Essendo pressoché priva di memoria, tutto ciò che riguarda l'argomento m'interessa molto.

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  3. Una di quelle cose che hanno segnato la mia infanzia nella seconda metà degli anni settanta. Il ciocorì! Ma esiste ancora?!

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    1. Ho fatto qualche ricerca e pare di sì, ma in giro non ne ho più visti.

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